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Legno acetilato
Cos’è e perché resiste agli agenti atmosferici

Tavolobello Srl

In 30 secondi
• Cos’è: legno modificato tramite acetilazione (reazione che sostituisce gruppi idrofili con gruppi acetile), più stabile e durevole senza biocidi.
• Durabilità: classe 1 EN 350 (la più alta) e impiego in Use Class 1 - 4 (fino a contatto con il terreno/freshwater).
• Garanzie: 50 anni fuori terra, 25 anni in terra o in acqua dolce.

• Vantaggi chiave: ritiro/rigonfiamento molto ridotti, vernici che durano di più, conduttività termica bassa (~0,12 W/m·K).

• Sicurezza: trattamento non tossico; residuo di acido acetico in tracce (ordine di grandezza ~0,5%).

Legno acetilato (Accoya): cos’è e perché resiste agli agenti atmosferici
di un membro dello staff Tavolobello
Se ti occupi di infissi, rivestimenti o decking, avrai sentito parlare di Accoya, il marchio più noto del legno acetilato. È un materiale interessante perché parte da essenze comuni (spesso conifere veloci da rinnovare) e, grazie a una modifica chimica del legno, diventa più stabile, durevole e prevedibile all’esterno. Qui spieghiamo in modo chiaro come funziona, quali benefici misurabili offre e quando ha senso sceglierlo rispetto ad alternative tradizionali.

Che cos’è l’acetilazione del legno


Il legno “respira”: i gruppi - OH delle pareti cellulari attirano l’acqua e, al variare dell’umidità, il materiale si gonfia e si ritira. L’acetilazione è una reazione che trasforma parte di questi gruppi - OH in gruppi acetile (-O - COCH₃), meno idrofili. Risultato: il legno assorbe meno acqua, cambia meno dimensioni e diventa un “terreno” decisamente sfavorevole per funghi e insetti xilofagi, che hanno bisogno di umidità per attaccare. Non si aggiungono biocidi: si modifica la chimica interna del materiale. Wikipedia
In pratica stai lavorando lo stesso legno, ma con cellule più “idrofobe”. L’effetto si misura: minor umidità di equilibrio, minori movimenti e maggior durabilità biologica.

Perché Accoya è diventato il riferimento


Accoya è il brand che ha portato l’acetilazione su scala industriale con standard stabili e test indipendenti.

I dati pubblicati mostrano classe di durabilità 1 (EN 350), ossia la più alta, e idoneità d’uso fino alla Use Class 4 (contatto con terreno/freshwater, nelle corrette condizioni d’impiego). In sostanza, parliamo di una resistenza agli agenti biodegradativi paragonabile a quella dei migliori tropicali - ma ottenuta senza impregnanti tossici.

Sul piano commerciale, il produttore dichiara garanzie di 50 anni fuori terra e 25 anni in terra o in acqua dolce, indicatori utili per chi deve progettare cicli di manutenzione e piani di spesa nel lungo periodo.

Stabilità dimensionale e vernici: cosa cambia davvero
Tutti i professionisti sanno che la vernice non si stacca per magia: cede quando il movimento del legno supera la capacità elastica del film. Qui l’acetilazione fa la differenza, perché riducendo i movimenti (swelling/shrinkage) alleggerisce lo stress sulla finitura: più ritenzione di vernice, cicli di riverniciatura più radi, miglior tenuta anche su giunzioni e profili esposti. Studi tecnici su cladding e serramenti riconducono le performance superiori proprio a questa stabilità più alta.

Un altro dato utile in involucro: conduttività termica ~0,12 W/m·K, più bassa di molte latifoglie e utile nel bilancio energetico di finestre e portoncini quando si ottimizza il telaio (non sostituisce il vetro, ma contribuisce).

Durabilità biologica: funghi, insetti, acqua
Riducendo l’umidità “disponibile” all’interno delle pareti cellulari, l’acetilazione nega ai funghi la condizione minima per colonizzare il legno. Per questo Accoya raggiunge classe 1 EN 350 ed è impiegabile in ambienti molto esposti - fino alla Use Class 4, cioè in contatto con terreno o acqua dolce, nelle corrette regole di pratica (dettagli costruttivi, drenaggi, finiture).

In aggiunta, prove comparative mostrano buona resistenza anche verso termiti rispetto a conifere non trattate e a molte latifoglie comuni: di nuovo, merito del basso contenuto di umidità e della modifica delle pareti cellulari. (Per scenari con forte pressione di termite, resta buona norma verificare i protocolli locali.)

È sicuro?

Cosa rimane nel legno dopo il trattamento


Il processo industriale usa anidride acetica; il sottoprodotto è acido acetico (quello dell’aceto). Nel manufatto finito non trovi biocidi e i documenti di prodotto indicano solo tracce di acido acetico (ordine di grandezza ~0,5%), senza rilascio di sostanze tossiche in servizio. È uno dei motivi per cui lo si vede in scuole e parchi gioco oltre che in edilizia.


Dove funziona meglio
Applicazioni consigliate
• Serramenti esterni: telai, ante, portoncini. La stabilità riduce il rischio di fessurazioni alle giunzioni e allunga gli intervalli di manutenzione della vernice.
• Rivestimenti facciata / frangisole: mantiene meglio il passo delle doghe nei cicli umido-secco; importante comunque il dettaglio di posa.
• Decking e pontili in acqua dolce: la Use Class 4 consente impieghi che normalmente richiederebbero tropicali molto durevoli. (Resta fondamentale drenaggio e ventilazione sottostruttura.)

Meno indicato
• Esterno marino pieno (acqua salata + urti/pioggia salina): possibile, ma sono richieste verifiche di progetto, finiture idonee e manutenzioni coerenti; spesso si preferiscono specie/soluzioni specifiche per marina. (Il legno acetilato resiste agli spruzzi salini, ma le condizioni estreme richiedono progettazione accurata.)
• Arredi indoor “da urto”: la durezza non è quella dei legni più densi; per banconi ad alto traffico può convenire una latifoglia più dura o superfici tecniche, se l’obiettivo è la massima resistenza a impatti e tagli.

Finiture e colori: come valorizzarlo e farle durare
• Trasparente opaco: esalta la vena chiara e pulita; grazie alla maggiore ritenzione le vernici opache poliuretaniche/UV mantengono l’uniformità più a lungo (pulizia facile, poche impronte).
• Colori coprenti: ottima base per cicli all’acqua microporosi; su serramenti, i test indicano tempi di riverniciatura più dilatati rispetto a legni non modificati.
• Grigio naturale: lasciato al sole, come tutti i legni, ingrigisce; l’acetilazione non blocca il fotoinvecchiamento della lignina. Se vuoi grigio uniforme, usa velature dedicate e protezioni UV.
Nota pratica: qualsiasi finitura dura di più se il dettaglio costruttivo è corretto (gocciolatoi, teste protette, ventilazione retro-doghe). L’acetilazione aiuta, ma non sostituisce la buona carpenteria.

Manutenzione: cosa aspettarsi
La manutenzione dipende più dalla finitura che dal legno. Detto questo, la stabilità dell’Accoya tende a ridurre il numero di interventi nel tempo perché i film non sono messi sotto stress continuo da grandi movimenti. Per la pulizia ordinaria: panno morbido + detergenti pH neutro; per l’esterno, lavaggi periodici delicati per rimuovere particolato e sporco che innescano degrado superficiale dei rivestimenti.

Dati utili in cantiere (ordine di grandezza)
• Durabilità: EN 350 classe 1.
• Impiego: Use Class 1–4 (secondo EN 335) nelle giuste condizioni.
• Umidità di equilibrio a 20 °C / 65% U.R.: ~3–5% (bassa → minori movimenti).
• Densità media: ~515 kg/m³ (range 400–600).
• Conduttività termica: ~0,12 W/m·K (EN 12667).
• Garanzia: 50 anni above ground, 25 in ground/freshwater.

Sicurezza e sostenibilità
L’assenza di biocidi che possano migrare è un vantaggio ambientale. Il materiale nasce da legno proveniente da fonti certificate (FSC/altre) in molte filiere, e la combinazione lunga durata + stabilità aiuta a ridurre i cicli di manutenzione, con impatto potenziale positivo sul ciclo di vita. Per chi deve redigere capitolati: è utile verificare le dichiarazioni ambientali e la catena di custodia disponibili presso i distributori.

Quando scegliere Accoya (e quando no)

Sì, ha senso se…
• progetti serramenti e facciate dove vuoi vernici più longeve;
• cerchi durabilità elevata senza biocidi per decking o strutture in prossimità dell’acqua dolce;
• vuoi un materiale leggero/stabile con buona performance termica per telai.

Meglio altro se…
• ti serve resistenza meccanica estrema a urti/abrasioni tipiche da bancone pubblico;
• lavori in ambiente marino estremo e preferisci specie/prodotti specifici con storico pluridecennale in quel contesto (oltre a dettagli costruttivi ad hoc).

Domande frequenti (FAQ)
L’Accoya è “impregnato”?
No. È legno modificato: l’acetilazione cambia la chimica delle pareti cellulari, non introduce biocidi o sali impregnanti.

Perché le vernici durano di più?
Perché il legno si muove meno: il film non viene “strappato” dai cicli umido-secco e mantiene l’adesione più a lungo.

È vero che garantiscono 50 anni?
Sì: 50 anni fuori terra, 25 in contatto con terreno o acqua dolce (verificare condizioni applicative della garanzia).

Serve manutenzione?
Sì, come per tutti i legni a vista: la stabilità aiuta a distanziarla, ma finiture e dettagli di posa restano determinanti.

È sicuro per persone e animali?
Il processo non lascia biocidi; nel legno finito si rilevano tracce di acido acetico inodori in esercizio. È usato anche in scuole e parchi.

Conclusione
Il legno acetilato (Accoya) non è “magia”, ma buona chimica applicata al legno: meno acqua che entra ed esce → meno movimenti, più stabilità e durabilità ai vertici. Per facciate, serramenti e decking in contesti esposti significa cicli di manutenzione più lunghi e prevedibilità - due parole che in cantiere valgono tempo e denaro. La scelta resta progettuale: corretta voce di capitolato, dettagli costruttivi intelligenti, finiture adatte. Se cerchi un legno che “tenga” davvero all’esterno senza impregnanti tossici, è una tecnologia da considerare.







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