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Struttura del tronco
Come è fatto il fusto dell'albero

Tavolobello Srl

Il tronco è un “sandwich” di sei strati, ognuno con una funzione vitale (difesa, nutrimento, sostegno).

Durame ≠ alburno: il primo dà solidità ai nostri tavoli, il secondo serve soltanto all’albero vivo.

Gli anelli raccontano il clima: più larghi = primavera piovosa, più sottili = estate siccitosa.

tronco sezione

Struttura del tronco: tutti gli strati che tengono in vita l’albero


Quando tagliamo un tronco per ricavare il legno massello vediamo cerchi concentrici, zone chiare e scure, a volte spacchi e venature “a fiamma”.

Ma che cosa stiamo realmente guardando?
Il fusto di un albero è un capolavoro di ingegneria naturale: ogni strato ha un ruolo preciso: difesa, trasporto linfa, sostegno meccanico, e la combinazione di questi strati spiega perché alcune essenze sono dure, altre flessibili, altre ancora profumate di resina.

1.

Corteccia esterna: lo scudo protettivo


Funzione -> difende da insetti, funghi, gelo e colpi meccanici.

Aspetto ->liscia (faggio), a placche (platano), spessa e sugherosa (quercia da sughero).

Curiosità ->alcune piante, quando la corteccia si ferisce, producono resine antibatteriche che sigillano la lesione in poche ore.

2.

Libro (floema): l’autostrada dello zucchero


Subito sotto la corteccia troviamo un sottile strato di cellule vive che porta la linfa elaborata (acqua + zuccheri prodotti nelle foglie) verso radici, germogli e tessuti in crescita.

Se il floema viene danneggiato a 360° (anellatura), la chioma muore in pochi mesi perché non riceve più nutrimento.

3.

Cambio cambiale: il laboratorio di crescita


È una fascia di cellule indifferenziate che ogni stagione produce:

verso l’esterno -> nuovo floema;

verso l’interno -> nuovo legno (xilema).
Di fatto è il “motore” che fa aumentare il diametro del tronco e crea gli anelli di accrescimento.

4.

Legno (xilema) alburno e durame



Alburno (più chiaro)

Cellule ancora in parte vive.

Trasporta acqua e sali minerali dal suolo alla chioma.

Durame (più scuro)

Cellule morte impregnate di lignina, tannini o resine.

Funzione strutturale: è qui che ricaviamo il legno massello più stabile e durevole.

Perché alcune specie profumano?


Nel durame di cedro, iroko o teak le sostanze di deposito sono oli e tannini aromatici che respingono funghi e insetti.





5.

Midollo: il “cavo” centrale di riserva


Una colonna soffice (nei tronchi giovani) o spesso ridotta a piccolo canale cavo negli alberi maturi. Funziona da magazzino di amidi e, in caso di ferite, fornisce cellule di cicatrizzazione.

6.

Anelli di accrescimento: il calendario dell’albero


Ogni anello racconta un anno di vita:

fascia chiara, legno primaverile → crescita veloce, cellule ampie;

fascia scura, legno tardivo → crescita lenta, pareti ispessite.

Contandoli “leggiamo” l’età, osservandone spessore e regolarità capiamo clima, stress idrici o attacchi parassitari avvenuti nel tempo.

Scheda rapida per ricordare a colpo d’occhio
Corteccia -> protezione.

Libro (floema) -> trasporto linfa zuccherina discendente.

Cambio -> fabbrica di nuove cellule.

Alburno -> acqua + sali in salita.

Durame -> scheletro rigido e riserva di sostanze.

Midollo -> deposito e cicatrizzazione.


FAQ: le domande che riceviamo più spesso


Che differenza c’è fra durame e alburno nel legno per mobili?
Il durame è più scuro, stabile e resistente a funghi/insetti: per i tavoli Tavolobello usiamo solo il durame.

Tutti gli alberi hanno anelli di accrescimento visibili?
Nei climi tropicali l’alternanza secca/piovosa è irregolare: molti legni tropicali mostrano anelli poco marcati.

Se la corteccia si stacca, l’albero muore?
Solo se il danno è circolare e profondo fino al floema: si interrompe il flusso di linfa elaborata.




Come può servire a te questa conoscenza?
Sapere come è fatto un tronco aiuta a scegliere il legno giusto per un tavolo su misura:

preferisci durame di rovere se vuoi massima durezza e pochissima manutenzione;

evita alburno tenero se il tavolo vivrà in cucina umida;

sfrutta la corteccia viva per un piano “live edge” se ami il look naturale.

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